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IL TAVOLO ANIMALI & AMBIENTE - Dal successo della campagna NO ZOO alle prossime battaglie. - Il Tavolo Animali & Ambiente è formato dalle associazioni animaliste e ambientaliste ENPA, LAC, LAV, LEGAMBIENTE L’Aquilone, LIDA, OIPA, PRO NATURA, SOS Gaia. Il sodalizio tra queste associazioni è nato in occasione della Campagna No Zoo, nata nel gennaio 2017 e protrattasi tutto l’anno fino alla vittoria che è avvenuta nel dicembre dello stesso anno. Le nove associazioni avevano dato vita al Comitato “No agli ZOO” contro la riapertura dello zoo di Torino, e dopo la vittoria della campagna hanno deciso di continuare la proficua collaborazione istituendo il Tavolo Animali & Ambiente. Il lavoro comune, svolto in armonia e sempre nell'interesse della causa, ha prodotto un risultato che nessuno si aspettava e per questo motivo abbiamo deciso di continuare a lavorare congiuntamente. Allo scopo di cooperare alla tutela degli animali e dell’ambiente il Tavolo ha intrapreso un dialogo costruttivo con la Città Metropolitana di Torino e con la Regione Piemonte. I temi sono tanti, dal piano di contenimento dei cinghiali e delle nutrie, alla caccia e alla tutela dell’ambiente. Continueremo a lavorare insieme nelle mille battaglie che vanno nella direzione del rispetto per la natura e per i suoi abitanti, a qualunque specie essi appartengano.


COMUNICATO STAMPA

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Loro sedi
Torino, 8 febbraio 2019


STOP AL CONTROLLO CRUENTO DEL CINGHIALE
IL TAR DÀ RAGIONE ALLE ASSOCIAZIONI ANIMALISTE E AMBIENTALISTE
CONDANNATA LA CITTÀ METROPOLITANA DI TORINO

Il Tavolo Animali & Ambiente apprende con soddisfazione la sentenza del TAR Piemonte che riconosce le ragioni del ricorso presentato da LAC – LAV – OIPA – SOS GAIA contro i provvedimenti della Città Metropolitana di Torino in tema di controllo della specie cinghiale. Si tratta del quarto pronunciamento sfavorevole consecutivo dei Giudici Amministrativi su questo tema per la Città Metropolitana di Torino. Pur ritenendo il ricorso “improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse”, avendo il programma cinghiale 2018 esaurito il suo effetto, il TAR ha stabilito due principi importantissimi:

1. Gli abbattimenti degli animali possono effettuarsi solo se non esistono metodi incruenti.
Solo qualora l’ISPRA verifichi l’inefficacia dei metodi ecologici è possibile attuare abbattimenti.
Riprendendo le osservazioni dell’ISPRA e della stessa Città Metropolitana, il TAR riconosce che il ricorso esclusivo agli abbattimenti non rappresenta uno strumento efficace di prevenzione e che gli obiettivi di riduzione degli impatti potranno essere raggiunti più efficacemente se si ricorresse anche a strumenti di prevenzione, coerentemente con le indicazioni normative che impongono un prioritario ricorso a metodi incruenti di prevenzione dei danni. La stessa Città Metropolitana riconosce che laddove sono stati adottati, i “dissuasori” si sono rilevati efficaci, tanto da comportare una riduzione dei danni alle colture. Noi questo lo sosteniamo da anni.
Da anni le associazioni sostengono che la causa prima dei danni del cinghiale all’agricoltura è la caccia !

2. La LR 9/2000 sul controllo del cinghiale è costituzionalmente illegittima.
Cacciatori, selecontrollori, tutor, volontari non possono effettuare interventi di controllo!
La Legge Regionale 9/2000 è stata superata dalla nuova normativa regionale e il TAR ha diffidato la Città Metropolitana dall’applicarla poiché tale legge non prevede il parere obbligatorio di ISPRA e autorizza soggetti diversi da quelli previsti dalla legge nazionale ad effettuare gli abbattimenti.
I Giudici hanno richiamato le numerose sentenze della Corte Costituzionale che affermano la tassatività, non ampliabile, dei soggetti autorizzati ad effettuare gli interventi di controllo a norma dell’art.19 della L. 157/1992, cioè le guardie dipendenti delle province. “Qualora non si fosse pervenuti ad un giudizio di improcedibilità il collegio avrebbe certamente sollevato questione di illegittimità costituzionale dell’art. 2 della L.R. 9/2000 dinanzi alla Corte Costituzionale, attivando un giudizio dall’esito pressoché scontato visti i precedenti in termini della stessa Corte” scrivono i Giudici.
Vista la fondatezza del ricorso il TAR ha condannato la Città Metropolitana a rimborsare alle associazioni animaliste le spese di lite che ha fissato in €. 4.000.00 (quattromila) oltre ad accessori di legge e rimborso del contributo unificato.
Ora ci aspettiamo, dopo ben quattro pronunciamenti negativi, un cambio di rotta di 180 gradi da parte della Città Metropolitana, l’abbandono degli interventi cruenti e il chiodo per appendere i fucili dei cacciatori. Questa del TAR è una sentenza esemplare che preannuncia, tra un mese o poco più, analogo esito della recente delibera regionale sul tema, visto l’orientamento consolidato dei Giudici amministrativi.
I problemi ambientali non si risolvono a fucilate.

Per il Tavolo Animali & Ambiente:
Roberto Piana
Vice Presidente nazionale LAC

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